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Merone
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mwhaMerone (mwhqMeron in mwhgdialetto brianzolo, mwhwmwiaAFI: /meˈruŋ/)cite-ref-4[4] è un mwjgcomune italiano di mwjw4 007 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlaprovincia di Como in mwlqLombardia.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Territorio

Merone si sviluppa in una zona collinare che chiude a sud il pian d'mwmgErba.cite-ref-5-5-0[5]

Zona ricca di acque, il territorio comunale è composto dalla collina di Merone (il cui pendio è rivolto verso le località di Baggero e Maglio), dalla collina della Ferrera, della Specola e dell'Alpè (al centro) e dalla collina di Moiana (che degrada fino alle rive del mwoalago di Pusiano).cite-ref-5-5-1[5]

Idrografia

Laghi

• mwqqLago di Pusianocite-ref-5-5-2[5]
• Laghetti artificiali dell'mwrwoasi di Baggero, cave di mwsamarna ormai esaurite e riempite d'acqua.cite-ref-5-5-3[5]

Corsi d'acqua

Il Lambro

Il corso d'acqua più rilevante del territorio meronese è il mwuaLambro, che nella zona di Pontenuovo riceve le acque degli emissari naturali dei laghi di Pusiano e mwuqAlserio, oltre a quelle che le rogge Gallerane raccolgono da tutto il Pian d'Erba.cite-ref-5-5-4[5]

La grande quantità d'acqua complessivamente portata in dote dai suddetti immissari permette al Lambro di passare da un regime torrentizio a quello di un vero e proprio fiume.cite-ref-5-5-5[5] Per questa ragione, in questa zona il corso d'acqua viene detto Lambrone.cite-ref-5-5-6[5]

Dopo aver ricevuto anche le aque del mwyacavo Diotti in località Stallo, il Lambrone viene detto Lambro settentrionale e prosegue il suo corso verso il sud della mwyqBrianza.cite-ref-5-5-7[5]

Altro

Nel territorio meronese scorre anche la roggia Cavolto, che a Baggero si attraversava a guado ancora agli inizi del Novecento.cite-ref-5-5-8[5]

Storia

Da Merone, in mwbgepoca romana, passava la mwbwmwcavia Mediolanum-Bellasium, mwcqstrada romana che metteva in comunicazione mwcgmwcwMediolanum (mwdaMilano) con mwdqBellasium (mwdgBellagio). Il legame tra Merone e la strada proveniente da Milano perdurò anche nel 1346, quando mwdwel locho da Merono, già citato da mweaGoffredo da Busserocite-ref-06-6-0[6], è attestato tra le località che, all'interno della mwfqpieve d'Incino, hanno il compito della manutenzione della mwfgstrata da Niguarda.cite-ref-0-7-0[7]

Nel periodo della mwhaSignoria di Milano, il territorio fu travolto dalle cruente lotte di potere tra le famiglie dei mwhqVisconti di Milano e dei mwhgTorriani di Como, con questi ultimi che nel mwhw1285 diedero fuoco a un castello collocato proprio a Merone.cite-ref-5-5-9[5] Al termine delle guerre, il castello diventò la residenza dei Meroni, a lungo signori di Merone.cite-ref-5-5-10[5]

Inserito sempre nella stessa pieve anche durante il mwkqDucato di Milano fino alla fine del XVIII secolo, il territorio meronese seguì le sorti della stessa fino al mwkg1647, anno in cui fu acquistato dal conte Carlo Archinto per conto di Paolo Annoni, che un anno più tardi infeudò Merone.cite-ref-0-7-1[7]

Un diploma di mwmaCarlo VI datato mwmq1711 sancì il passaggio del feudo alla famiglia Carena e in seguito, per discendenza, agli mwmgAliprandi (mwmw1728)cite-ref-0-7-2[7], che esercitarono i propri diritti feudali su Merone fino al mwoa1780, anno in cui l'ultimo erede morì e il feudo ritornò tra le disponibilità della Regia Camera del Ducato.cite-ref-1-8-0[8]

Nel mwpg1751 il territorio meronesa si estendeva già ai cassinaggi di Cassina di Ceppo, Molino a Baggero e Cà di Marzo.cite-ref-0-7-3[7]

Con l'attivazione delle province della mwraLombardia austriaca, Merone seguì il destino della pieve d'Incino, in un primo momento inserita nella mwrqprovincia di Como (mwrg1786) ma poi spostata in mwrwquella di Milano (mwsa1791).cite-ref-1-8-1[8]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del mwtgRegno d'Italia napoleonico datato mwtw1807 sancì l'annessione dei territori di mwuaMojana e mwuqMonguzzo da parte del comune di Merone, che cinque anni più tardi fu ufficialmente ridenominato "Nobile".cite-ref-2-9-0[9] Tutte le decisioni del periodo napoleonico furono abrogate dalla mwvgRestaurazione, con gli austro-ungarici che tuttavia rispostarono definitivamente Merone sotto le competenze della mwvwprovincia di Como.cite-ref-3-10-0[10]

Fino alla fine dell'Ottocento il territorio fu contraddistinto da una spiccata vocazione agricola, in particolare grazie alle coltivazioni di vite e mwxqgelso che diedero il nome rispettivamente alle località “la vigna” di Merone e "la muranéra” di Moiana.cite-ref-5-5-11[5] Nella seconda metà dello stesso secolo, si assistì a un'intesificazione dello sfruttamento delle acque del Lambro, mediante la costruzione di numerosi mulini utilizzati per movimentare magli e torchi, oltre a macchinari legati a industre tessili come la mwygfilanda Isacco, la prima di questo tipo realizzata sul territorio meronese.cite-ref-5-5-12[5] Le zone più interessate da questi cambiamenti furono quelle di Stallo, Baggero e Maglio (con quest'ultimo toponimo derivante proprio dalla presenza di numerose mwzwfucinecite-ref-632-11-0[11], le quali tra il 1830 e il 1860 divennero parte proprio della filanda Isaccocite-ref-632-11-1[11]).cite-ref-5-5-13[5]

Nello stesso periodo avvennero l'allacciamento alla mw3qlinea ferroviaria Milano-Incino e la sostituzione dei vecchi ponti sul fiume Lambro in strutture più robuste.cite-ref-5-5-14[5] In questo contesto, nei primi del Novecento Merone fu dotata del suo primo ponte in muratura.cite-ref-5-5-15[5]

Nel mw5w1928 il comune di Merone vide un allargamento dei propri confini territoriali, con l'annessione di mw6aMojana e della frazione Pontenovo di mw6qErba (R.D. 1º novembre 1928, n. 2563).cite-ref-4-12-0[12]

Lo stesso anno avvenne l’entrata in funzione della Società-Fabbrica di mw7wCemento Portland Montandon & C., dal mw8a1941 conosciuta ufficialmente in tutta la zona come “Cementeria di Merone”, attiva nell'attività estrattiva di mw8qmarna e di mw8gcalcare.cite-ref-5-5-16[5] La costruzione della cementeria comportò la realizzazione di una teleferica che metteva in collegamento l'impianto con una cava localizzata a mw9wPusiano. Il percorso della teleferica, lungo 6mw-a km, fu abbattuto nel mw-q2018.cite-ref-13[13]

Dal mw-wsecondo dopoguerra in poi il territorio di Merone fu caratterizzato da una crescita sia del punto di vista del tessito industriale sia sotto il profilo demografico.cite-ref-5-5-17[5]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'8 settembre 1967.cite-ref-14[14]

«D'argento, alla

banda

d'azzurro; sul tutto un castello di rosso, murato di nero, torricellato di un pezzo centrale, merlato alla guelfa, chiuso e finestrato di cinque di nero. Ornamenti esteriori da Comune.»

È rappresentato il castello di Merone, distrutto durante le aspre battaglie tra i Torriani e i Visconti; la banda d'azzurro simboleggia il Lambro che scorre nel territorio ed il lago di Pusiano le cui acque lambiscono il Comune.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo

La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, oggetto di importanti interventi architettonici negli anni 1926 e 1960,cite-ref-15[15] fu costruita in cima al colle di Ferrera tra il 1880 e il 1888 con funzioni di parrocchiale.cite-ref-5-5-18[5]

Chiesa della Madonna del Rosario di Pompei

La chiesa della Madonna del Rosario di Pompei (XVII secolo)cite-ref-16[16], anticamente dedicata a san Giacomo, adempì fino alla fine del XIX secolo le funzioni di vecchia chiesa parrocchiale.cite-ref-5-5-19[5]

La chiesa è attestata nella mwasspieve di Incino come "capella" nel 1398cite-ref-5-5-20[5], come "rettoria" nel 1564cite-ref-5-5-21[5] e come sede di una parrocchia nel resto del corso del XVI secolo.cite-ref-17[17]

Anticamente detta “San Giacomo della Ferrera”, la chiesa era nota anche con la dicitura “San Giacomo in isola”, in quanto il territorio circostante all'edificio si trovava spesso in stato di allagamento a causa dello straripamento del Lambro e del lago di Pusiano.cite-ref-5-5-22[5]

Chiesa di San Francesco d'Assisi

Costruita a Moiana su impulso dell'arcivescovo mwat8Carlo Borromeocite-ref-5-5-23[5], la chiesa di San Francesco d'Assisi fu completata nel 1628.cite-ref-18[18] La chiesa fu per tempo nota anche come "chiesa dell'Annunciazione".cite-ref-5-5-24[5]

Chiesa di Santa Caterina da Siena

La residenza costruita sui ruderi del castello di Meronecite-ref-5-5-25[5] ospita la chiesa di Santa Caterina da Siena (XVI secolo).cite-ref-19[19]

Architetture civili

Castello di Merone

A Merone è ancora possibile vedere la torre di quello che era l'antico castello di Merone.cite-ref-5-5-26[5]

La torre si trova nel complesso del palazzo costruito al posto del castello in seguito alle guerre che nel XIII secolo videro contrapposti i mwav8Visconti ai mwawaTorriani.cite-ref-5-5-27[5]

Il palazzo, che nel mwawy1528 ospitò mwawcGerolamo Emiliani, fu utilizzato come dimora di numerose famiglie nobiliari: dapprima i Carpani, poi i Carena (o Carenna) e gli mwawgAliprandi, in seguito i Rasini-mwawkAnguissola e i Monticelli e, infine, i mwawoMiroglio.cite-ref-5-5-28[5]

Società

Evoluzione demografica

Demografia pre-unitaria

• 242 nel mwaxq1751cite-ref-0-7-4[7]
• 208 nel mwaxo1771cite-ref-1-8-2[8]
• 272 nel mwaya1799cite-ref-2-9-1[9]
• 264 nel mwayy1805cite-ref-2-9-2[9]
• 905 nel mwayw1809 dopo annessione di mway0Mojana e mway4Monguzzocite-ref-2-9-3[9]
• 362 nel mwazq1853cite-ref-3-10-1[10]

Demografia post-unitaria

• 397 nel mwazw1861 (solo a Merone)cite-ref-4-12-1[12]
• 398 nel mwaai1881 (solo a Merone)cite-ref-4-12-2[12]
• 496 nel mwaag1901 (solo a Merone)cite-ref-4-12-3[12]
• 435 nel mwaa41921 (solo a Merone)cite-ref-4-12-4[12]

Abitanti censiticite-ref-20[20]

Geografia antropica

Frazioni e località

Da un punto di vista urbanistico, la conformazione del territorio ha fatto sì che attorno ai due centri di Merone e Moiana si formassero una serie di frazioni e cascine separate tra loro da ampi spazi: Pontenuovo, Stallo, Ferrera, cascina Specola, villa Savina (Alpè), cascina Girasole, villa Betlemme, molino Crotta, Maglio, cascina Ceppo, Baggero, cascina Campomarzo e Canova.cite-ref-5-5-29[5]

Amministrazione

Gemellaggi

Noyarey, dal 2004cite-ref-21[21]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwadamwademwadiBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwadmdemo.istat.it, mwadqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwadgmwadkmwadoClassificazione sismica (mwadsmwadwXLS), su mwad0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaeemwaeimwaemTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaeqmwaeuPDF), in mwaeyciterefmwaecLeggemwaeg mwaek26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaeoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaes 151. mwaewURL consultato il 25 aprile 2012 mwae0(archiviato dall'mwae4url originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-1313. mwapqmwapumwapyMerone, abbattuta la storica teleferica della cementeria. Rimarrà il ponte, su mwapcEspansione TV. mwapgURL consultato l'8 maggio 2020.
cite-note-1414. mwapwmwap0mwap4Merone, su mwap8Archivio Centrale dello Stato. mwaqaURL consultato il 31 dicembre 2025.
cite-note-1515. mwaqqmwaqumwaqyChiesa dei SS. Giacomo e Filippo - complesso, Via Appiani - Merone (CO), su mwaqcArchitetture – Lombardia Beni Culturali. mwaqgURL consultato l'8 maggio 2020.
cite-note-1616. mwaqwmwaq0mwaq4Chiesa della Madonna del Rosario di Pompei, Via Appiani - Merone (CO), su mwaq8Architetture – Lombardia Beni Culturali. mwaraURL consultato l'8 maggio 2020.
cite-note-1717. mwarqmwarumwaryParrocchia dei SS. Giacomo e Filippo in Merone, su mwarcSIUSA. mwargURL consultato l'8 maggio 2020.
cite-note-1818. mwarwmwar0mwar4Chiesa di S. Francesco d'Assisi, Piazza S. Francesco - Merone (CO), su mwar8Architetture – Lombardia Beni Culturali. mwasaURL consultato l'8 maggio 2020.
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cite-note-2020. Dati tratti da: mwaswmwas0mwas4mwas8mwataPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwatemwatiPDF), su mwatmebiblio.istat.it, mwatqISTAT. mwatumwatymwatcmwatgPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwatkesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-2121. mwat4(mwat8mwauaFR) mwauemwauiJumelage avec Merone, su mwaumHistoire & Patrimoine, Mairie de Noyarey. mwauqURL consultato il 31 dicembre 2025.

Bibliografia

• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Merone, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 304.
• citereftci99Touring Club Italiano (a cura di), Guida d'Italia - Lombardia (esclusa Milano), Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1325-5.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Merone

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.merone.co.it.
• citerefsapere-itMeróne, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliMerone, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.